Inviato da Davide Arnesano il Mer, 02/19/2014 - 09:31

Proprio mentre il Made in Italy si appresta a diventare un marchio unico nel settore agroalimentare, Google mette in mostra le eccellenze italiane nell'ambito dell'artigianato e del food. Accanto alla mostra sulle meraviglie del mondo e a quella sui momenti storici più rilevanti, trova spazio una esposizione virtuale dei prodotti locali di cui ogni Italiano va fiero: il progetto Made in Italy al quale collaborano Unioncamere e il Ministero delle politiche agricole, ambientali e forestali. Un ricco archivio video e fotografico accompagna accurate spiegazioni culturali, etnografiche e storiche, che raccontano la provenienza territoriale e le origini di ciascuno dei prodotti presenti. 

A riprova della centralità della produzione agroalimentare nell'economia e nella cultura italiana, un'intera sezione è dedicata al cibo, raccogliendo 55 esposizioni sui prodotti. Tra questi spicca il Grana Padano, che secondo recenti statistiche è il prodotto che più spesso è oggetto di contraffazioni - con danni pari a 1,7 miliardi di euro. Una sorte simile tocca anche alla mozzarella di bufala campana, al basilico genovese e alla bresaola della Valtellina: tutti prodotti a marchio Dop vittime di maldestre clonazioni, poi commercializzate in maniera fraudolenta come prodotti tipici. Proprio perché contraffazioni e Italian sounding dilagano sia all'estero che in certi punti vendita italiani, è fondamentale conoscere e riconoscere il vero made in Italy e accompagnare il consumatore verso scelte consapevoli.

Attraverso il progetto gemello Eccellenze Digitali, Google e i suoi partner istituzionali (Symbola, Unioncamere e Università Ca' Foscari) lavorano per diffondere tra gli imprenditori la consapevolezza che il web può spianare la strada verso il successo. Ve lo vogliamo presentare le parole di Fabio Vaccarono, Country Manager di Google, che spiega: "Al crescere della maturità digitale, le PMI fatturano di più, esportano di più, assumono di più e hanno un livello di produttività più alto; tuttavia, solo una piccola parte delle PMI utilizza attivamente il web." Tempo di invertire la tendenza?

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