Inviato da Maria Silvia Sanna il Mer, 06/19/2013 - 09:02

Sono già dieci anni che ho lasciato l'isola per scegliere la terraferma, ma qualche volta la saudade mi ribolle nelle vene e desidero il mare e, se proprio non c'è modo di andarci, mi rinfresco almeno con una 0,66 di Ichnusa. La Sardegna evoca sapori genuini e artigianali, ravioli, sebadas e maialetti arrosto, ma anche nella mia isola c'è qualche fabrichetta, alcune delle quali si sono trasformate in baluardi di identità sarda: prodotti come la birra Ichnusa e il latte Arborea sono confezioni monodose di terra e mare e la loro immagine è costruita sul mito della fierezza di un popolo. 

I nostri lettori fedelissimi avranno già capito che siamo alla seconda tappa del nostro tour attraverso i brand delle regioni italiane, per chi invece si fosse perso la Puglia di Davide (e del caffé Quarta, della pasta Divella, della birra Raffo) faccio un breve riassunto delle puntate precedenti: la settimana scorsa abbiamo inaugurato il progetto #ItalianBEat, un viaggio in Italia alla scoperta dei brand che si sono fortemente radicati nel nostro territorio, costruendo la propria immagine attraverso i caratteri tipici della regione di provenienza. Visitate Puglia e Sardegna, avremo bisogno di un passaggio per continuare il nostro viaggio: se vi va di accompagnarci, scriveteci su Twitter e Facebook per farci conoscere i brand di casa vostra. 

BIRRA ICHNUSA

Lager leggermente amara, la Bionda Sardegna, come recita il claim, è un'icona indiscussa che unisce l'isola da nord a sud: dalla Costa Smeralda al più sperduto paesino della Barbagia, fino ad arrivare a Casteddu (Cagliari, per i sardi) la bionda prodotta ad Assemini è ecumenicamente riconosciuta come LA birra. Certo, non siamo schizzinosi rispetto alle tedesche, alle irlandesi e alle belga e siamo piuttosto tolleranti nei confronti delle altre italiane, ma il più delle volte beviamo Ichnusa, sia in Sardegna che fuori. E non importa che nel 1986 il brand sia stato acquisito dalla multinazionale Heineken (come accaduto in Puglia per la Raffo, acquisita dalla nostrana Peroni), che ha spostato la produzione della birra in bottiglia ad Assemini (un centro del Campidano) e quella in lattina in Valle d'Aosta, per noi l'Ichnusa è sempre la stessa dal 1912. Omen nomen, insomma: perché il nome Ichnusa è quello con cui i greci chiamavano la Sardegna e l'identità resta il vero punto di forza del marchio.

Presenza sul web

Dal bar del paese al bar della rete, Ichnusa è estremamente popolare anche su Facebook, dove la pagina ufficiale del brand conta al momento 295.747 fan, una vasta community costruita attraverso iniziative online e offline: come il concorso fotografico Eccellenza Sarda, già alla sua sesta edizione, il concorso musicale Mondo Ichnusa e il Museo Ichnusa, primo museo virtuale su Facebook. E prima che Coca-Cola lanciasse #Condividiunacocacola, noi avevamo già Offri un'Ichnusa.

Su Twitter la birra sarda ha proporzioni da social VIP con oltre 1.200 follower e soli 89 following. Gli estimatori sono tanti e fedelissimi, tanto che persino i "continentali" devono adeguarsi:

E...per me di #birra ce nè una..sola...#Ichnusa nel cuore... pic.twitter.com/YMDqA1vbH6

— ARTGLEN (@ARTGLEN) June 16, 2013 

Da quando convivo non riconosco più il frigo: la mia amata Ichnusa è stata sostituita da frutta e verdura. Ma si può vivere senza birra?

— Luca Rocchi (@BoxingNemo) June 13, 2013

La Ichnusa a Cagliari è un obbligo. E cosi sia :) #igersardegna #cagliari http://t.co/MSViqnMaIl

— Davide Licordari (@davidelico) May 26, 2013 

Su Instagram potete seguire l'account ufficiale @birraichnusa che promuove challenge isolani con gli Igers sardi: non per nulla il tag #Ichnusa conta più di 5.800 fotografie. 

ARBOREA

Se per i mariti e per i figli l'Ichnusa è la birra per eccellenza, per le mamme c'è un solo latte ed è quello Arborea. Anche questo brand prende il nome dalla geografia: Arborea è infatti il luogo d'origine della Cooperativa 3A (Assegnatari Associati Arborea) e ha segnato la storia di questo centro abitato nell'oristanese, nato soltanto 26 anni prima della cooperativa stessa. Oggi l'azienda è una realtà che conta circa 255 soci produttori dislocati nell'intera isola: il 90% del latte prodotto in Sardegna viene imbottigliato o trasformato in latticini dalla Arborea. Prima venduto esclusivamente nell'isola, ormai il latte Arborea può contare su una distribuzione nazionale, seppure non capillare.

Presenza sul web

Nel 2009 Arborea sbarca su Facebook con il suo profilo ufficiale, che conta oltre 53.000 fan. La linea editoriale del brand è volta a esaltare le caratteristiche territoriali e gastronomiche della Sardegna e, grazie a questa strategia comunicativa, i post Arborea su Facebook ricevono centinaia di like e vengono ogni giorno condivisi e commentati dai fan. Niente account sugli altri social network, ma gli utenti ne parlano: per esempio su Instagram l'hashtag #Arborea conta circa 500 fotografie, in parte dedicate alla località e in parte al brand. Su Twitter in questi giorni il clima è rovente, perché la Saras vorrebbe trivellare la capitale sarda del latte alla ricerca di gas metano (e, personalmente, mi auguro che gli abitanti e gli enti che stanno opponendo resistenza abbiano la meglio, perché vorrei continuare a bere latte genuino), non mancano per fortuna i tweet allegri degli amanti dei latticini:

Il latte e le mozzarelle arborea mlmlmlml #seisardo

— swift (@milesguitar) November 22, 2012

Arborea, da poveri migranti è nato il gigante del latte sardo: Se non la più grande, è certo la più importante a... http://bit.ly/gOtV6N

— giovannilopes ™ (@SardegnaNews) April 24, 2011

CROCCHIAS

Parlando di food brand sardi, non si possono non menzionare le Crocchias, un vero e proprio cult per i palati isolani. Nata nel 1998, l'azienda Terrantica di Serrenti è specializzata nelle produzione di snack salati. Oltre alle patatine classiche, il brand produce anche le Sfiziosette, che riprendono i sapori tipici della cucina sarda come il pecorino, con qualche inevitabile contaminazione esterolfila (il gusto ketchup). L'idea di prodotto in assoluto più originale è stata quella di vendere il pane guttiau (tipico pane all'olio sardo) in busta, come gli altri snack più comuni. 

Purtroppo sui social network il brand non è presente, un vero peccato visto che i consumatori ne parlano con entusiasmo, ecco alcuni tweet recenti:

 

#motiviperamarelasardegna le crocchias. cioè, sono le patatine più buone che io abbia mai mangiato lol c:

— ℵ (@redFrappi) January 29, 2013

Aperitivo 'sardo' in spiaggia: Ichnusa ghiacciata e fragranti Crocchias. Non male come conclusione di una... http://t.co/aQNZQaco

— Sardegna.com (@Sardegna_com) July 8, 2012

#tbf_blog In sardo "patatine fritte" si dice "Crocchias": http://t.co/sVR0pzQU

— Giacomo Robustelli (@thebigfood) November 16, 2011

scopre che adesso vendono la Icnusa anche a Milano, a quando le Crocchias?

— mafe (@mafedebaggis) May 10, 2008

Crocchias al pecorino..ahio! http://t.co/M7jNOSeY

— Vittorio Cera (@VittorioCera) August 17, 2012

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