Inviato da Valentina Di D… il Gio, 14/12/2023 - 11:09
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CIBO E TENDENZE: cosa ci aspetta nel 2024

Viaggio digitale alle scoperta dei prossimi food trend 

Il consueto Food & Beverage Report firmato Baum+Whiteman anche quest’anno ci informa sulle prossime tendenze nel settore della ristorazione e del food&wine in generale.

 

TATTICHE DI FOOD MARKETING

La cosa che colpisce fin da subito è che alcune problematiche che sopraggiungono soprattutto a livello gestionale hanno una portata realmente globale, come ad esempio la crescente reazione dei consumatori a prezzi e diciture ingannevoli nei menu o ai supplementi di servizio richiesti più o meno velatamente dai ristoratori (pensiamo alle polemiche di questa estate scaturite dai 2 euro di sovrapprezzo richiesti da un locale di Como per dividere un toast).

Allo stesso modo, si susseguono ai quattro angoli del pianeta le soluzioni che consentono ai locali di mantenere invariati qualità e prezzi, cercando di abbassare i costi attraverso una più celere rotazione dei coperti attraverso la digitalizzazione e automazione delle ordinazioni e del servizio nonché la preparazione di piatti cucinati espressi ma veloci come lo chirashi o i noodles istantanei o serviti al volo con condimenti già completati.

La conferma, in Italia, viene dalla presenza quasi costante dei pokè non solo nei menu dei ristoranti asiatici ma anche in tutti quei locali che offrono soluzioni pratiche per il momento della pausa pranzo, quindi nei pressi di uffici o interessanti sedi lavorative.

Altre leve di marketing che nel 2024 verranno utilizzate ancora di più alla luce di quest’ottica di efficientamento sono: l'apertura all day long e il conseguente adeguamento delle proposte food & beverage ai diversi momenti di consumo, la digitalizzazione dei menu per dare modo ai clienti di informarsi prima e di scegliere più velocemente (oltre che consapevolmente), la creazione di piatti tipici con sapori e ingredienti che possano andare bene almeno dalla colazione all'aperitivo.

 

ALTERNATIVE VEGETALI: A CHE PUNTO SIAMO?

Il report non manca di fare il punto sugli investimenti dedicati ai cibi vegetali (in netta diminuzione) e quelli dedicati alla carne sintetica, in deciso aumento.  Va specificato che in un'economia inflazionistica come quella attuale, gli elementi green vengano sistematicamente accusati di essere eccessivamente processati e quindi poco naturali. Ma al contempo possiamo segnalare con soddisfazione che presso i ristoranti di numerosi paesi sia europei che d'oltreoceano, crescono sempre di più le offerte vegetariane (e/o vegane) preparate semplicemente con le verdure di stagione. 

Per quanto riguarda le preparazioni vegetali in casa è indubbio che spesso i tempi in cucina si allunghino e dunque il “ready to eat” rimane sempre un'opzione appetibile, per quanto necessiti di una maggiore attenzione sia alle etichette nutrizionali che al costo finale.

Per quanto riguarda il consumo di carne, invece, va detto che gli acquirenti più consapevoli, informati e alto-spendenti, continueranno a inserirla nel loro piano alimentare ma prediligendo aziende agricole piccole, controllate e di fiducia

 

L'APERITIVO CHE NON PASSA MAI DI MODA

Mentre nel centro America pare che andranno per la maggiore le conserve ittiche di origine iberica, per rimanere in modalità “cena veloce e poco impegnativa”, in Italia sentiremo ancora a lungo parlare di aperitivo: un vero e proprio tratto identitario nell'offerta gastronomica nostrana anche se, ovviamente, lungi da noi denominare questo gustoso momento di relax come “apericena”!

Il concetto alla base della cultura dell'aperitivo è, a qualunque latitudine, quello di rallentare e rilassarsi, mangiando e bevendo con gusto; non possiamo però non riscontrare una sempre maggiore difficoltà nel reperire, ad un prezzo che sia onesto, un aperitivo di qualità e anche soddisfacente dal punto di vista quantitativo: non è poi così raro trovare prezzi fissi corredati di snack colorati ma annacquati, birre industriali spacciate per artigianali, noccioline e olive un po' stantie. Diversa la situazione nelle enoteche, dove l’attenzione non solo alle etichette ma anche all'accompagnamento food è solitamente maggiore, anche laddove non sia presente una cucina attrezzata per preparare pietanze calde. 

Senza dover ricorrere al chiassoso e dispersivo aperitivo a buffet, un virtuoso esempio italiano potrebbe essere quello dei cicchetti veneziani (dal latino ciccus, “piccola quantità) offerti nei bacari o nelle osterie tipiche della laguna: una tradizione che risale al tempo dei mercanti, abituati a festeggiare i loro affari con un boccone di pane e le specialità specifiche del posto. Insomma, un piccolo sfizio gastronomico che sarebbe interessante vedere declinato con i diversi sapori regionali, da gustare in pieno relax, assaporando materie prime a KM zero e sorseggiando un vino tipico. 

 

ONLINE E OFFLINE A BRACCETTO

Lavorando nel digital marketing a sostegno di imprese e ristorazione, siamo certi che un'altra tendenza per il 2024 vedrà locali e ristoranti sempre più attivi nel mondo dell'influencer marketing e, più in generale, dell'instagrammabilità del proprio progetto

Mai come oggi, infatti, la nostra proverbiale curiosità verso il cibo diventa un incredibile motore per il passaparola online e la promozione sui canali social, anche attraverso personaggi di fiducia e dal forte seguito, che diventano testimonial d'eccezione di brand più o meno piccoli, locali o nazionali.

È quasi impossibile non notare come nella progettazione dei locali oggi si pensi in primis a quanto saranno instagrammabili e fotografabili alcuni elementi, lasciando ben visibili palette cromatica, particolari di design riconoscibili, marchi e pay off. Accorgimenti tutt'altro che banali perché ogni scatto nel locale condiviso sui social è una forma di esposizione e dunque di pubblicità.

Non è più utopia, inoltre, che nuovi concept imprenditoriali in ambito food possano scaturire da un'attenta ricerca di mercato che comprenda anche le mode, le tendenze e le cucine virali su piattaforme come Instagram o Tik Tok. 

 

LA TECNOLOGIA

La tecnologia verrà sempre in più soccorso nella gestione del servizio, in particolare assisteremo ad un sempre maggiore utilizzo di:

  • chatbot nei servizi di delivery per migliorare le conversazione con gli utenti fornendo loro informazioni su menu, tempi di consegna e assistenza generale. Queste integrazioni aiutano a ridurre i tempi di attesa e a migliorare l'esperienza totale del cliente;
  • tecnolocia blockchain, ovvero quelle forme di registro digitale che consente di memorizzare informazioni in modo sicuro e trasparente, pensiamo ad esempio al tracciamento dell'origine degli ingredienti o alla garanzia della privacy nelle attività di e-mail marketing;
  • realtà aumentata, pensiamo ad esempio alla possibilità di navigare menu interattivi, alla visualizzazione di piatti in 3D, alla possibilità di prevedere le domande o le richieste dei clienti, nonché quella di personalizzare le varie esperienze di acquisto. 

Infine e per fortuna, sempre sulla cresta dell'onda rimarrà la volontà di operare scelte di alimentazione più consapevoli dei pericoli legati al cambiamento climatico. In quest'ottica si pensa non solo alla scelta di ridurre gli sprechi alimentare con una migliore pianificazione, conservazione e riutilizzo del cibo ma anche a quella di privilegiare produttori locali, agricolture e allevamenti rigenerativi, menu a basso impatto carbonico, imballaggi sostenibili.

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