Inviato da Valentina Di D… il

Ah, l’influencer marketing non è più quello di una volta. Che poi questa frase potrebbe far ridere ma, credeteci, è la pura verità!

Dati gli ultimi noti avvenimenti che hanno fortemente minato la fiducia verso alcuni influencer italiani ma anche stranieri, ormai non si tratta più solo di avere milioni di follower per poter avviare una sinergia di successo, ma di collaborare con influencer che condividano i valori del brand e siano autentici, creduti e rispettati nel loro settore.

Il focus si sposta sulla qualità dell’interazione e sulla genuinità dei contenuti. La scelta dell’influencer giusto dipende senza dubbio dal target, dal tipo di contenuti e dal modo in cui il creator si relaziona con la sua audience. Sapevi, per esempio che iniziare a lavorare con micro-influencer può essere una strategia più vantaggiosa rispetto a puntare su nomi altisonanti? Questo perché tendono ad avere una connessione più forte con il loro pubblico.

Ma come siamo arrivati a questa inversione di tendenza? Facciamo un breve riepilogo insieme!

Recensione ad un ristorante a Roma

Prima del 2015: il boom delle celebrity

Inizialmente, i brand collaboravano solo con celebrità e grandi influencer con milioni di follower. L’obiettivo era la massima esposizione, senza considerare il coinvolgimento reale del pubblico.

2016-2018: l’ascesa dei piccoli influencer

Si inizia a comprendere che il numero di follower non è tutto. I brand iniziano a collaborare con micro-influencer (10K-100K follower) e nano-influencer (1K-10K follower), che hanno community più fedeli e tassi di engagement più alti.

 

2019-2021: autenticità e contenuti video

Le sponsorizzazioni troppo forzate iniziano a perdere efficacia: il pubblico cerca trasparenza e autenticità.

Le piattaforme video come TikTok e Instagram Reels esplodono, rendendo i contenuti dinamici più efficaci rispetto alle foto.

2022-2023: Creator Economy e specializzazione

Gli influencer diventano creator professionisti, producendo contenuti di alta qualità per i brand.

Crescono le collaborazioni a lungo termine e si diffonde l’uso del User Generated Content (UGC).

I brand puntano su influencer ultra-nichia, esperti di settori specifici (food, moda, tech, viaggi, ecc.).

2024-2025: Intelligenza artificiale e social commerce

L’AI inizia a ottimizzare le campagne, analizzando dati e prevedendo trend.

La credibilità di alcuni influencer viene minata, alcuni vengono tacciati di approfittarsi di situazioni e benefici, nonché di non svolgere in maniera corretta il proprio lavoro.

I brand investono sempre di più in influencer con una community forte piuttosto che solo numeri alti.

L’influencer marketing è passato dunque da un fenomeno basato sulla notorietà a una strategia mirata e misurabile, dove contano autenticità, engagement e conversioni.

Categoria Micro-influencer
Scegliere il giusto influencer per aumentare il passaparola intorno alla tua attività può essere interessante ma non è facile navigare a vista in questo mare digitale in perpetua trasformazione.

Oggi, più che mai, le persone vogliono sentirsi coinvolte da figure vere. Gli influencer più efficaci non sono quelli che pubblicano contenuti sponsorizzati ogni giorno, ma quelli che parlano con passione di ciò in cui credono, che interagiscono con la community in maniera costruttiva e che stimolano la conversazione sul web. La scelta di un influencer che condivida i valori del tuo brand è fondamentale e B-eat Digital Kitchen, con il suo patrimonio consolidato di contatti con influencer di settore, può senz’altro guidarti nella scelta.

Anche se può sembrare un ossimoro nel mondo digitale, lasciati accompagnare per costruire insieme relazioni autentiche oggi stesso!

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