Inviato da Davide Arnesano il Lun, 03/23/2015 - 14:15

Il signore che vedete nella foto in alto è Adamo, il cantiniere di Contucci che ho conosciuto durante un tour enogastronomico a Montepulciano. La foto coglie uno dei momenti più belli e significativi grazie al quale mi sono rimasti impressi quella cantina e il suo Vino Nobile.

Quanto è importante il contatto con il prodotto, la sua storia e il luogo in cui nasce?

Qualche giorno fa vi abbiamo parlato di quello che c'è dentro a un bicchiere di vino, e di come i nostri sensi ci fanno rivivere la sua storia dalla vigna alla cantina. E se quell'esperienza, invece di sentirla attraverso la vista, l'olfatto e il gusto, la vivessimo dal vivo? Come potrebbe cambiare il legame con un vino se facessimo una passeggiata tra i vigneti dove nasce per poi passare alle cantine dove viene imbottigliato? In questi ultimi anni ho avuto più volte l'occasione di vivere un'esperienza di questo tipo e vi posso assicurare che mi sono innamorato diverse volte e oggi ho alcuni vini nel cuore e non solo nel fegato.

Vigne Maremma

ENOTURISMO E PROMOZIONE

Per puntare sulla propria valorizzazione turistica le cantine hanno una scelta veramente ampia. Durante la Morellino Wine Experience 2013 organizzata dai Vignaioli del Morellino di Scansano, ho conosciuto la coordinatrice dell'evento Slawka G. Scarso, autrice, consulente e docente di marketing del vino. Nel suo libro Marketing del vino, Slawka ci racconta quali sono i servizi di enoturismo che può offrire un'azienda vitivinicola: si parte da semplici visite guidate in cantina e passeggiate tra i vigneti, con la guida di un esperto che possa raccontare ogni dettaglio; poi ci sono le degustazioni di vario tipo, da quelle di annate particolari per uno stesso vino a quelle accompagnate da prodotti tipici della zona, fino all'assaggio delle botti per appassionati e intenditori e alle degustazioni abbinate a coinvolgenti cooking class. Anche cultura e benessere hanno il loro spazio: alcune cantine, infatti, hanno dato vita a un museo del vino o hanno cominciato a offrire attività di vinoterapia.

Ho voluto chiedere a Slawka quale sia lo stato dell'arte, in Italia, per l'enoturismo: ci ha risposto con una rapida panoramica e un utile consiglio

Slawka G. Scarso

Parlando di risultati, in termini di enoturismo, è bene puntualizzare che l'Italia ha un ricchissimo patrimonio dal punto di vista vitivinicolo ma in realtà in termini di enoturismo non abbiamo la competitività che hanno ad esempio stati con una storia più breve, come California, Australia, Nuova Zelanda. Esistono regioni molto avanzate in termini di servizi enoturistici, la Toscana in primis, e altre le cui eccellenze sono basate su singole realtà aziendali. Esempi più che meritevoli, indubbiamente, ma quasi separati dal contesto in cui operano - c'è da sperare anzi che le aziende loro vicine si decidano a seguirne l'esempio.
C'è dunque ancora tanto da fare per migliorare in questo settore, a partire da un elemento banale come la raccolta dei dati: è incredibile quante aziende non pensino di raccogliere i contatti di chi li viene a trovare in cantina. Quale modo migliore per creare un rapporto continuato con chi già ci ha conosciuto personalmente e quindi è più propenso a sentirsi legato alla nostra produzione?

Slawka G. Scarso

Vini

RACCONTI E TERRITORIO

Il vino è anche territorio. Ne abbiamo avuto conferma dopo un'esperienza a Montepulciano per l'iniziativa #MontepulciAMO, dove oltre a scoprire vigne e cantine, ci siamo immersi totalmente nell'atmosfera di quest'angolo di Toscana. Per parlare dell'esperienza poliziana, in cui il vino è un importante trait d'union tra cultura, turismo e attività produttive, abbiamo chiesto ad Alessio Banini, curatore e gestore del blog territoriale Montepulciano Blog, di parlarci di quanto sia importante aprire le cantine - e non solo.

Alessio Banini

Dalla potatura della vigna alla degustazione nel calice, dalla scelta dei grappoli all'imbottigliamento: in ogni fase di lavorazione il vino non è soltanto un prodotto, anzi è più che mai un elemento che rappresenta il territorio. Il vino è il risultato dell'opera umana, della cultura che interviene sulla natura attraverso secoli di conoscenze, tecniche e tecnologie che comprendono l'agricoltura, il paesaggio e il modo di viverlo e raccontarlo. Possiamo dire che una bottiglia di vino racconta il territorio in cui è stato coltivato: una storia che è alla base della cultura locale. Per questo è importante aprire le cantine, metterle in rete e far raccontare le loro storie: perchè fanno parte della cultura di un luogo, tramandano i saperi, partecipano alla costruzione dell'identità. Una cantina storica è come un museo che vive e si rinnova, tramandandone la cultura e adattandola ai tempi che cambiano.
A Montepulciano la comunione tra vino e cultura è sempre più forte; il "Sistema Montepulciano" si è sviluppato nel connubio di cultura, turismo e attività produttive, con una condivisione di progettualità tra pubblico e privato, sostenuto dalle associazioni di categoria, gli enti di promozione, l'amministrazionee i consorzi dei produttori. Un sistema rappresentanto dal vino come simbolo di un'intera comunità, ambasciatore dell'identità locale, veicolo assieme economico e culturale.

Alessio Banini

MESSAGGIO IN BOTTIGLIA

Il vino è fatto dal territorio, ma anche dalle persone. Quando dentro una bottiglia di vino non c'è solo il territorio, ma anche un messaggio, significa che attraverso il nettare di Bacco parla il cuore del produttore. A tal proposito è significativo il progetto Think Green Drink Red firmato da Podere di Pomaio, l'etichetta che ho conosciuto durante l'iniziativa #ingredienti14. La scelta di produrre un vino biologico è accompagnata da precise regole di produzione, che hanno l'obiettivo di produrre un vino sostenibile e virtuoso fino all'ultima goccia. Abbiamo chiesto a Marco Rossi, Brand & Marketing Manager, di raccontarci la filosofia green del Podere di Pomaio.

Marco Rossi

Siamo partiti dalle classiche tre R della Sostenibilità (Re-cycle, Re-use, Re-duce) aggiungendone una quarta, la R di Re-Think. Abbiamo quindi cercato un approccio smart al mondo del vino ripensando a come fare tutto al meglio con il minor impatto ambientale possibile, l’amore per la collina che ci ospita ci ha portato a cercare di rispettarla esattamente come rispettiamo chi si prende il tempo per degustare i nostri vini Sostenibili e Bio non usando chimica.
Per noi è stato tutto naturale, dalla scelta del metodo di coltivazione alla linea di imbottigliamento per sole 15.000 bottiglie prodotte artigianalmente fino alla comunicazione passando da packaging e tavole rotonde. Anche quando abbiamo realizzato la Eco-Cantina non ci siamo resi conto che stavamo dando vita ad un qualcosa di importante per la Green Revolution Italiana.
Solo dopo le conferme come il primo posto a “TerreFiorenti - Un futuro da Coltivare” o la menzione della Regione Toscana tra le 50 Best Good Practice per Expo2015 e il riconoscimento Toscana Wine Architecture come una delle 25 Cantine di Design più belle della regione abbiamo iniziato a pensare che forse Podere di Pomaio • Green Winery e il progetto ThinkGreen fossero qualcosa di più che la semplice rappresentazione del nostro impegno a migliorare il mondo una bottiglia alla volta e che forse forse ci stavamo riuscendo nel nostro piccolo. La rivoluzione verde non può poggiare sulle spalle di pochi grandi attori istituzionali ma deve necessariamente trovarsi nella quotidianità nelle mani di tutti"

Marco Rossi

STORIE MADE IN ITALY

In tutti questi casi diventa importante il web che diventa un mezzo con il quale dare voce ed eco ai racconti sul vino e magari anche ampliare la rete di vendita. A tale scopo nascono progetti completamente digitali come Excantia, un e-commerce made in Italy nato da meno di un anno, ma che già dispone di una lunga lista di vini e birre artigianali. Perché vi parlo di loro? Perché il loro obiettivo non è soltanto quello di vendere, ma anche quello di promuovere la qualità italiana: proprio per questo usano blog e social media per raccontare le storie e le specificità di cantine e birrifici. L'e-commerce manager Marina Cavezzale ci racconta il progetto:

Marina Cavezzale

Excantia nasce nel 2014 dall’idea di alcuni giovani imprenditori italiani amanti delle eccellenze del nostro Paese, in particolare quelle legate al mondo vitivinicolo e brassicolo. L’obiettivo del progetto è di mettere in contatto e avvicinare sempre più i consumatori ai produttori, anche se si trovano a centinaia di chilometri di distanza. Vogliamo cercare di far vivere agli utenti che visitano il nostro sito e le nostre pagine social, attraverso le parole, le immagini e i video, un’esperienza sempre più vicina a quella che si prova visitando una cantina o parlando con il mastro birraio che racconta in che modo è stato ispirato per la ricetta della sua ultima birra.
Marina Cavezzale

Excantia parte dal digitale per raccontare le cantine e i birrifici, e fa esattamente la strada contraria degli altri per ottenere lo stesso obiettivo: raccontare i territori, i prodotti e i produttori italiani. Eventi come il Morellino Wine ExperienceIngredienti14 e MontepulciAMO hanno permesso ai partecipanti di gustare i sapori del territorio, hanno coinvolto blogger, giornalisti, sommelier e tanti altri appassionati e attraverso web e social media hanno raccontato delle storie che sono arrivate ben oltre i partecipanti e hanno stuzzicato la curiosità di turisti ed enoamatori.

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