Inviato da Maria Silvia Sanna il Ven, 09/12/2014 - 10:46

In Marketing del vino si parte dalle basi: che cosa è il marketing, quali sono i suoi fondamenti e anche perché ancora oggi il termine marketing genera diffidenza e si porta appresso una certa connotazione negativa. Prendendo per mano il lettore, Slawka G. Scarso gli offre le coordinate per orientarsi nella materia e poi lo accompagna in tutte le scelte e i processi necessari per arrivare a incontrare il consumatore finale. Dalla piramide dei bisogni di Maslow fino all'uso dei social media, tutto viene declinato in funzione del vino e dei servizi enoturistici. Eppure questo libro, destinato principalmente a chi si occupa di marketing all'interno di una cantina (anche piccola), può essere un'utile mappa anche per chi fa e-commerce di prodotti enogastronomici e per altri produttori del made in Italy agroalimentare, che applicando le esperienze del vino possono riflettere sugli aspetti chiave dell'analisi di mercato, della comunicazione online e dei servizi turistici come complemento alla propria attività produttiva. 

Subito dopo i fondamenti di marketing, Slawka affronta la comunicazione del vino online, alla quale è dedicata tutta la seconda parte del manuale. È facile intuire per quale motivo, tra i diversi media, la scelta di approfondimento sia ricaduta proprio su Internet, social media e blog: in un mercato estremamente frammentato come quello del vino in Italia, le aziende hanno spesso dimensioni tali da privilegiare la comunicazione online per necessità di budget, ma anche per le aziende di dimensioni più importanti diventa fondamentale coltivare la propria nicchia di appassionati come una community. Eppure, per quanto sul web sia ancora possibile promuovere un'azienda a costi relativamente ridotti, ci sono aspetti che non possono essere improvvisati o approssimati - come la traduzione di un sito web in altre lingue, l'ottimizzazione SEO o la gestione degli account social. Tutto, proprio tutto, deve rientrare in una accurata strategia, alla base della quale ci sono identità e obiettivi dell'azienda. In più, c'è un costo nascosto in ogni forma di comunicazione, che pesa soprattutto online, dove i flussi di informazione e interazione possono essere estremamente rapidi: il tempo, risorsa tanto più preziosa quanto meno l'azienda è strutturata. 

"È difficile misurare i ritorni sull'investimento del tempo fatto e tante volte mi sono chiesta se ne valeva la pena, ma le risposte erano sempre positive, in termini di branding, di conoscenza dei nostri vini e del nostro marchio. E questo porta, dopo, anche a risultati in termini di fatturato."  

Nelle parole di Sara Carbone citata da Slawka su Marketing del vino, ci sono tutti i dubbi e magari le difficoltà di una piccola azienda - Carbone produce circa 35.000 bottiglie all'anno - che deve fare i conti con numerosi strumenti di marketing e con la difficoltà nella misurazione dei risultati, ma soprattutto con l'idea di costruire la propria immagine in attesa di un ritorno non immediato, ma lento e incerto. Il fatturato arriva dopo, ma il marketing è una faticosa operazione di creazione di opportunità che si plasmano giorno dopo giorno con il lavoro di mesi e anni. Così, la pazienza di costruire e poi attendere, come si fa in vigna, è forse una delle lezioni più interessanti di questo libro, che insegna che un buon approccio strategico consente poche scorciatoie, se non nessuna. 

Uno dei temi più accattivanti di Marketing del vino è l'enoturismo, in cui si nascondono i rischi e soprattutto le opportunità tipici dell'offerta di servizi. Slawka propone un utilissimo how to che insegna come organizzarsi per accogliere turisti italiani e stranieri, racconta le esperienze delle aziende che hanno saputo costruire un'offerta turistica valida e ragiona su quali siano, ancora, le direzioni di sviluppo possibili - come i wine club, che rappresentano un potenziale interessante, perché sono ancora relativamente nuovi e poco diffusi in Italia. 

Il libro si conclude con una parte dedicata all'analisi di casi studio, in cui sono presentate le esperienze di aziende di varie dimensioni, unite dalla capacità di sperimentare nuovi media e di costruire negli anni una forte brand reputation online. Curiosità, innovazione e, come si diceva sopra, tanta pazienza, accomunano il lavoro di queste aziende italiane del mondo del vino, portatrici di idee e modalità operative da leggere e da cui lasciarsi ispirare. Complimenti a Slawka per aver raccolto queste storie e per essere riuscita a sistematizzare in maniera chiara e tuttavia strutturata il complesso percorso che porta il prodotto a entrare in contatto con le persone.

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