Inviato da Chiara Macchiarulo il Mer, 04/20/2016 - 17:08

Che cos'hanno in comune i tartufi, le mozzarelle di bufala e gli hamburger?

Un aiutino? Comincia per e, finisce con commerce. E-commerce, esatto.

Alzi la mano chi, nell'ultimo anno, non ha mai ordinato qualcosa su Just Eat. Nessuno o quasi, come immaginavo. Questo perché durante il 2015, anche per il food, l'e-commerce italiano ha visto una crescita notevole: "Il valore del fatturato e-commerce in Italia nel 2015 è stimato in 28,8 miliardi Euro, con una crescita del 19% sul 2014" (Fonte: Report Aprile 2016 - E-commerce in Italia di Casaleggio Associati). Una realtà come Just Eat, cresciuto esponenzialmente durante il 2015 grazie a progressive acquisizioni di player locali, ha reso il food delivery parte della nostra vita quotidiana: una piccola spia di quanto sta accadendo su più larga scala nel nostro paese.

A livello macro, la più grande novità - com'era prevedibile che fosse - viene dal colosso internazionale Amazon, che estende al cibo fresco la formula Amazon Prime con Amazon Prime Now: arrivato in Italia a novembre 2015, da febbraio 2016 permette di acquistare anche verdure fresche, con consegne entro un'ora dall'acquisto. Per adesso, la merce è acquistabile solo mediante app mobile, a Milano e in alcuni comuni dell'hinterland, ma è facile ipotizzarne la diffusione nel resto d'Italia se dovesse dare buoni risultati.

Il report annuale sopracitato, pubblicato questo mese e relativo al 2015, fornisce alcuni spunti interessanti per gli addetti ai lavori digitali del food&beverage: in Italia, il commercio elettronico nel settore alimentare sta conoscendo una forte spinta in avanti, sia di per sé sia rispetto agli altri comparti merceologici, e questa crescita ne sta finalmente allineando le percentuali ai numeri degli altri paesi europei. Una rivoluzione, oltre che un'oppurtunità, considerando l'importanza del settore agroalimentare nell'economia nazionale. A questo proposito, è molto interessante il dato a proposito del tasso di conversione del food, superiore all'1,5% della media nazionale per gli e-commerce (Fonte: Report Aprile 2016 - E-commerce in Italia di Casaleggio Associati).

Che si tratti di piatti pronti o di singoli ingredienti necessari per preparazioni più o meno elaborate, la velocità di consegna è la conditio sine qua non da offrire ai consumatori, sempre più digital e sempre più severi: una volta superata la barriera della logistica, insomma, è facile che i clienti soddisfatti si moltplichino.

La velocità di consegna, necessaria per garantire la freschezza dei cibi all'arrivo, è tanto più importante per prodotti d'eccellenza come le mozzarelle di bufala e costosi come i tartufi.

Urbani Tartufi e Mozzarella.it sono due realtà estremamente diverse tra loro, che hanno fatto dell'elevata qualità dei prodotti e della velocità di consegna i loro punti di forza: il primo garantisce la consegna entro 72 ore dall'ordine, il secondo entro 24 ore, 48 per isole e zone più difficilmente raggiungibili.

Urbani Tartufi può contare su una tradizione di più di un secolo di storia, prodotti esclusivi e una nicchia di mercato, quella del lusso, piccola ma stabile; la scelta di approdare online con la vendita di un prodotto tanto particolare ha senza dubbio tratto vantaggio dalla reputazione di affidabilità conquistata offline.

Mozzarella.it, invece, è un e-commerce giovane, che punta su una produzione artigianale e radicata sul territorio. Si rivolge a un differente segmento di mercato, certamente più vasto, ma intercetta un bisogno preciso e piuttosto diffuso, che da pugliese trapiantata a Roma posso capire a meraviglia: quello di avere a disposizione ovunque prodotti tipici e freschi di qualità.

Che cerchiate tartufi, mozzarelle di bufala o hamburger a domicilio, insomma, un ottimo luogo in cui cercarli è senza dubbio la rete.

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